Tour de France Femmes, cresce il “partito” che spinge per l’aumento del numero di tappe: “Ormai c’è un interesse ben più grande rispetto a molte altre gare maschili”
Il Tour de France Femmes 2026 è in pieno svolgimento. Con cinque tappe alle spalle, le atlete in gara ne hanno altre quattro davanti, prima della conclusione di quella che è la corsa più importante del calendario internazionale su strada femminile. Nove giorni di gara, quindi, che però sembrano non bastare più a una realtà che continua a crescere. Di conseguenza, da più parti si sta sviluppando un “movimento” che spinge perché il Tour femminile sia più lungo, occupando quindi uno spazio più ampio in calendario. Sul tema si era espresso, in maniera favorevole, il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale, David Lappartient, e questo punto di vista si sta facendo largo anche nelle squadre.
La vede così, infatti, Philip Roodhooft, che è direttore generale della Fenix-Premier Tech, ma anche dell’omologa maschile Alpecin-Premier Tech, quella, per intendersi, che ha in organico Mathieu van der Poel. “Gli investimento nel ciclismo femminile stanno crescendo costantemente e dobbiamo garantire che anche il ritorno per gli sponsor cresca di pari passo – le parole del dirigente belga in un’intervista concessa a Sporza – All’inizio, era una cosa più leggera e tranquilla, ma adesso è diventato un grande evento nel calendario del ciclismo, parlando in generale. E per le donne è senza dubbio l’evento più importante”.
Roodhooft sottolinea: “Ormai si nota che l’impatto che ha il Tour de France Femmes è molto più grande di molte delle corse maschili. Oggi, intorno ai bus delle squadre, sia alle partenze che agli arrivi, si nota la grande crescita che c’è stata nell’interesse del pubblico. L’aumento del numero di tappe? Sarebbe buono per tutte le parti in causa e credo anche necessario, anche perché altrimenti gli investimenti che vengono fatti rischiano di non essere più sostenibili”.
Il direttore della Fenix-Premier Tech ha una proposta concreta: “Servirebbe un Tour femminile lungo due settimane, ma che coinvolga tre weekend. Penso sia realistico e credo che questa crescita debba avvenire il prima possibile. Va messo anche un giorno di riposo, in modo che sia un evento completo, anche dal punto di vista degli sponsor. Una durata di 16 giorni sarebbe ideale. È importante rendersi conto di quanto sia importante il ritorno del Tour maschile per chi investe nel ciclismo: se fai lo stesso per le donne, considerando anche la stagione delle Classiche che ormai c’è, ci metteremmo davvero sulla strada giusta”.
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